Val Veny

Nel suo percorso verso Nord-Ovest, la Valle d’Aosta termina contro il massiccio del Monte Bianco nella piana di Entrèves, poco oltre Courmayeur. Qui si dirama in due grandi valli che fiancheggiano la catena del Monte Bianco.
Guardando il Monte Bianco da Entrèves, la Val Veny è quella di sinistra.
A confronto dell’opposta Val Ferret, la Val Veny appare più aspra, arcigna e glaciale. Ciò è dovuto soprattutto alle colossali morene dei ghiacciai della Brenva e del Miage che, scendendo dai loro valloni laterali sul lato sinistro, invadono la valle e la sbarrano.

Morfologia della Val Veny

Il lago Combal, la morena del ghiacciaio del Miage e la cresta di Peutérey sullo sfondo.
Il lago Combal, la morena del ghiacciaio del Miage e la cresta di Peutérey sullo sfondo

La Val Veny è una valle glaciale rettilinea, parallela alla catena del Monte Bianco. Si estende per circa 13 km in direzione Sud-Ovest da Entrèves al Col de la Seigne (2512 m), dove è situato il confine con la Francia.
Il fianco sinistro orografico è dominato dal settore sud-occidentale della lunga catena del Monte Bianco, che vi si affaccia con creste rocciose, spalti, valloni glaciali, morene. Tra le cime più importanti spiccano: il Monte Bianco vero e proprio, l’Aiguille Noire du Peutérey, la cresta di Brouillard, l’Aiguille du Trélatéte e l’Aiguille des Glaciers. Profondi valloni glaciali incidono il massiccio, racchiudendo giganteschi ghiacciai che scendono a valle: il ghiacciaio della Brenva e il ghiacciaio del Miage.
Il fianco destro è anch’esso ripido, ma boscoso e alpestre alle alte quote. Le cime non sono particolarmente alte (sfiorando appena i 3000 m) e separano la Val Veny da valli laterali del comprensorio di La Thuile.
Al fondo della valle scorre la Dora di Val Veny, impetuoso torrente alimentato dalle acque di fusione dei ghiacciai, che all’uscita dalla valle confluisce con la Dora di Val Ferret a formare la Dora Baltea.

La Val Veny da cima a fondo

L’ultimo parte della Val Veny, con le Pyramides Calcaires.
L’ultimo parte della Val Veny, con le Pyramides Calcaires

Procedendo in senso inverso al corso del torrente, dall’imboccatura della valle in direzione del Col de la Seigne, si possono distinguere in successione quattro tratti.

  1. Il primo tratto, allo sbocco nella piana di Entreves, è dominato dalla lingua terminale e dalle morene laterali del ghiacciaio della Brenva. La strada si inerpica con alcuni tornanti sulla sinistra di Entrèves e tocca il santuario di Notre-Dame de la Guérison, la bianca chiesetta che in tante immagini da cartolina si vede stagliarsi sulla massa pittoresca del Monte Bianco.
  2. Segue un secondo tratto pianeggiante, il Plan Veny, caratterizzato da boschetti, prati e radure, dove sono stati ricavati spazi per pic-nic e campeggi e parcheggi per le auto. Quasi all’inizio, sorge l’abitato di Zerotta, costituito da baite, chalet, piccoli ristoranti e da dove parte una potente seggiovia. Un ponte conduce sul lato sinistro del torrente all’abitato di Peutérey, posto sotto la suggestiva piramide dell’Aiguille Noire du Peutérey.
    Dopo alcune radure e qualche tornante, si giunge in località Visaille, piccolo gruppo di case posto dirimpetto all’enorme mole del Monte Bianco, con i suoi famosi pilastri e i ghiacciai di Freney e Brouillard. Subito dopo, la valle è interrotta dal ghiacciaio del Miage, che sbocca da un profondo vallone laterale alla sinistra del Monte Bianco, creando una sorta di sbarramento con le sue grandi morene.
  3. Il lago Combal a metà della Val Veny.
    Il lago Combal a metà della Val Veny
    Il terzo settore inizia con una gola tra la morena e il torrente, percorsa da un tratto di strada ancora asfaltato. Poco oltre, la valle si lascia alle spalle il fianco della morena (impressionante) e si apre in un vasto pianoro erboso, dove il torrente scorre tranquillo e forma il lago Combal. All’inizio del piano, un sistema di sentieri permette di salire fino al ciglio della morena, da dove si può raggiungere facilmente una delle meraviglie della zona: il lago del Miage. È un piccolo laghetto glaciale racchiuso in parte dalla morena e in parte dalla massa del ghiacciaio che incombe.
    La valle prosegue pianeggiante per quasi un chilometro, fino alla confluenza da destra del vallone glaciale che scende dall’Aiguille des Glaciers. Qui la valle s’impenna e sulla destra è chiusa dalle Pyramides Calcaires, gruppo di torri calcaree, nude e rocciose. Quasi alla base, si scorge il Rifugio Elisabetta Soldini (2195 m).
  4. L’ultimo tratto della valle è il Vallone de la Lex Blanche. Una successione di pendii e avvallamenti, in parte erbosi e in parte pietrosi, fiancheggiano alla base le Pyramides Calcaires e con un’ultimo balzo giungono ai 2512 m del Col de la Seigne. Il colle rappresenta il punto di confine con la Francia ed è anche uno passaggi più importanti del Tour del Monte Bianco.

Attrattive in Val Veny

La lingua del ghiacciaio del Miage a picco sul lago.
La lingua del ghiacciaio del Miage a picco sul lago

La Val Veny è area protetta in quanto area di alto valore paesaggistico e naturalistico.
Il Monte Bianco mostra da questa parte il suo volto più impressionante, con un’alternarsi di scorci poderosi e paesaggi pittoreschi.
Davanti a Visaille si erge maestoso con la sua cuspide rocciosa, da cui scendono creste impervie (Peutérey, Innominata e Brouillard) e grandi colate di ghiaccio (ghiacciai di Freney e Brouillard). Più avanti, gettando lo sguardo dalla piana del Combal all’indietro, oltre la striscia grigia della morena, la cresta tagliente di Peutérey disegna una delle linee più eleganti che si conoscano. Ancora più avanti, c’è da godere in tutta la sua magnificenza il contrasto scenografico tra le masse rocciose e ghiacciate dell’Aiguille du Trélatéte e le sagome aspre e nude delle Pyramides Calcaires.
Ma dal punto di vista naturalistico, la valle possiede molte altre attrattive. Innanzitutto, lo spettacolo incredibile del ghiacciaio che si getta nelle acque grigie del lago del Miage. Del resto, il ghiacciaio del Miage costituisce una meraviglia di per se. È, infatti, l’unico esempio in Europa di ghiacciaio di tipo himalaiano. Un ghiacciaio, cioè, sprovvisto di bacino glaciale e alimentato dalla confluenza di altri ghiacciai. Tra l’altro, la bassa quota a cui arriva permette a chiunque l’ebbrezza di camminarvi sopra senza alcun pericolo e senza bisogno di indossare ramponi.
Alcuni punti della valle, in particolare il pendio che porta al Bivacco Rainetto e il vallone dell’Estellette, sono ottimi punti di osservazione di camosci e stambecchi.

Attività e sport in Val Veny

Pista da sci nel comprensorio Checrouit-Val Veny.
Pista da sci nel comprensorio Checrouit-Val Veny

Durante la stagione estiva, la Val Veny è un terreno stupendo sia per escursioni a piedi che per itinerari in mountain bike.
Il livello delle escursioni può andare dal molto facile al molto difficile, in alcuni casi al limite delle difficoltà alpinistiche. Le mete più tipiche sono i numerosi laghetti della zona, i colli in quota, i rifugi e i bivacchi nel gruppo del Monte Bianco.
La Val Veny, inoltre, fa parte del Tour du Mont Blanc. Il famoso itinerario proviene dalla Savoia attraverso il Col de la Seigne e prosegue fino al lago Combal, da dove sale al lago Checrouit, per ridiscendere a Courmayeur. Il percorso è molto frequentato e prima del Covid-19 non era raro imbattersi in escursionisti da ogni parte del mondo.
Per gli appassionati di mountain bike un itinerario tipico è percorrere la Val Veny da Courmayeur al Rifugio Elisabetta. I più esperti, invece, percorrono la stesso itinerario del Tour del Monte Bianco.
Attività tipica in Val Veny è l’alpinismo. Nel suo bacino si svolgono molti degli itinerari più classici e famosi. Ad esempio, la via italiana al Monte Bianco, la cresta di Peutérey, la cresta dell’Innominata, le grandi vie sul bacino della Brenva e le vie sui famosi pilastri del Monte Bianco.
Durante la stagione invernale la valle è deserta, salvo l’area attorno a Zerotta, dove si trovano gli impianti di sci. Più in alto, oltre quota 2000 metri, si estende il vasto comprensorio sciistico Courmayeur Mont Blanc Checrouit-Val Veny.
La Val Veny è anche terreno per itinerari di scialpinismo e discese freeride.
Meta per tutte le stagioni è la visita al Santuario di Notre-Dame de Guérison, posto all’inizio della valle.

Collegamenti e centri abitati in Val Veny

La Val Veny ammantata di neve.
La Val Veny ammantata di neve

La Val Veny è collegata a Courmayeur da una strada carrozzabile. La si imbocca dalla comunale Larzey-Entrèves, poco dopo Courmayeur, sulla sinistra, all’altezza di La Saxe. La strada è percorribile fino in località Visaille, dove terminano anche le corse dell’autobus di linea. Da lì in avanti si procede solo a piedi o in bicicletta.
In inverno la strada è chiusa alle auto, per cui la valle è raggiungibile in due modi: in motoslitta o mediante gli impianti di risalita e le piste da discesa del comprensorio sciistico Courmayeur Mont Blanc Checrouit-Val Veny.
La scarsa raggiungibilità e lo status di area protetta fanno sì che la Val Veny sia poco abitata. Gli unici centri sono le località di Zerotta, Peutérey e Visaille, piccoli nuclei di baite, chalet, case di villeggiatura e campeggi. Per il resto, la valle presenta solo qualche baita (quasi nessun alpeggio), rifugi e bivacchi di alta montagna.

Servizi e punti d’appoggio in Val Veny

La Val Veny è servita da una linea di autobus in partenza dal piazzale Monte Bianco di Courmayeur fino a Visaille. Il servizio è in funzione durante la stagione estiva. Le fermate sono in tutti i centri abitati e le aree di parcheggio della valle, per consentire agli automobilisti di lasciare l’auto al primo posto libero.
Chiusa com’è in inverno, la Val Veny non è certo dotata delle strutture e dei servizi tipici di una normale valle alpina. Dispone, però, di tutto il necessario per il turismo estivo e, nel caso di Zerotta, anche per lo sci.
Lungo la valle, prima di Visaille, si possono incontrare campeggi, case vacanze, chalet, piccoli ristoranti. Abbondanti i punti di ristoro a Zerotta e nei principali punti in quota toccati dagli impianti di risalita.

I punti d’appoggio per l’alpinismo sono numerosi, specialmente attorno al Monte Bianco. In particolare, si possono ricordare i rifugi Monzino, Elisabetta, Gonella, Quintino Sella e Durier (oltre il confine con la Francia). I bivacchi sono numerosi e, tranne pochi casi, situati in posizioni ardite e raggiungibili con difficoltà alpinistiche: Alberico e Borgna alla Fourche, della Brenva, Borelli, Craveri, Crippa, Lampugnani, Rainetto, Hess.
Per gli escursionisti sono a disposizione punti di ristoro nei principali rifugi (Maison-Vieille, Elisabetta, Monzino, Gonella, CAI-UGET) e al lago Combal, a due passi dal lago del Miage.
Di recente, a poche centinaia di metri dal Col de la Seigne, è stata ristrutturata la casermetta militare (2365 m), che è divenuta il più importante centro d’informazione lungo il percorso del Tour du Mont Blanc.

Entrèves è situato quasi all’imboccatura della Val Veny. Quindi è molto facile raggiungere la valle dall’Hotel Aigle.
In auto è questione di pochi minuti. Basta seguire la comunale per Courmayeur e imboccare il bivio all’altezza di La Saxe, dopo ca 2 km. La strada sale alla chiesetta di Notre-Dame de la Guerison e poi entra in valle.
L’accesso in autobus è altrettanto semplice. Occorre raggiungere il suddetto bivio (a piedi, in auto o con altro autobus) e prendere l’autobus navetta da Courmayeur. L’autobus porta fino a Visaille, punto estremo raggiungibile anche in auto.

Modulo di prenotazione camere

( Indicare il numero di telefono senza punti, trattini, parentesi o altro )

Acconsento al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella Privacy policy.

 

Per informazioni e termini di prenotazione visita la pagina Prenotazioni.