Alpinismo a Courmayeur

Il Monte Bianco e l’alpinismo costituiscono un binomio praticamente indissolubile. Il gruppo è così vasto e imponente da far sentire chiunque vi si trovi in mezzo a contatto con la montagna come in nessun altro luogo in Europa. Coloro che ci sono stati conoscono bene questa sensazione. E si capisce come mai nel cuore di ogni autentico amante della montagna alberghi il sogno di mettere piede almeno una volta nella vita sulla vetta del gigante.

Itinerari alpinistici nel gruppo del Monte Bianco

Alpinisti sulla cresta di Rochefort.
Alpinisti sulla cresta di Rochefort

La bellezza e la varietà degli itinerari nel gruppo del Monte Bianco hanno contribuito ad affermare Courmayeur e Chamonix, come le capitali mondiali dell’alpinismo. Al tempo stesso, la diversa morfologia dei due versanti determina le condizioni per tipi di salite diverse.
Il versante di Chamonix, più dolce e innevato, si caratterizza per itinerari più tranquilli. Salgono da questa parte, ad esempio, i percorsi più frequentati per la vetta del Monte Bianco: le vie per la cresta dell’Aiguille du Gouter, i Grands Mulets e la via dei “Tre monti” dall’Aiguille du Midi, cui si arriva salendo in funivia da Chamonix.
La fisionomia impervia del versante italiano fa sì che proprio dalla sua parte si sviluppino gli itinerari alpinistici più impegnativi verso la vetta: la cresta di Peutérey, la cresta dell’Innominata, il Pilastro Centrale del Freney, la via Mayor, la Sentinella Rossa, lo sperone della Brenva. Ciò non toglie che itinerari più semplici, e bellissimi al tempo stesso, si possano percorrere anche da questo lato. Ad esempio, la cosiddetta “normale italiana” dal Rifugio Gonella.
Sul lato della Val Ferret, vie di grande soddisfazione salgono al Dente del Gigante, alle Grandes Jorasses, all’Aiguille de Lechaux, al Mont Maudit e al Mont Dolent. Dalla parte della Val Veny, oltre alle vie per la vetta già citate, si possono ricordare le vie sull’Aiguille Noire e l’Aiguille Blanche de Peutérey, sul Pilastro Rosso del Brouillard e sull’Aiguille de Trélatéte.

Arrampicate sul Bianco e in falesia

Sulla parete Sud dell'Aiguille du Midi.
Sulla parete Sud dell’Aiguille du Midi

Per i patiti dell’arrampicata il granito rosso del Monte Bianco ha un sapore magico.
Per viverlo in tutta la sua essenza non occorre fare tanta strada. Da Courmayeur basta prendere la Skyway e salire a Punta Helbronner. Con una breve camminata sul ghiaccio si raggiunge il Grand Capucin e i suoi satelliti. Un po’ di strada in più, e si arriva al Mont Blanc du Tacul, all’Aiguille du Midi e alle altre guglie che circondano la Vallée Blanche. Per non parlare della ragnatela di vie di roccia che solcano le pareti verticali dell’Aiguille du Fou e delle altre Aiguilles de Chamonix!

Nel comprensorio di Courmayeur l’arrampicata sportiva può essere praticata su diverse falesie e pareti a quote medio-basse.
Nei pressi di La Saxe si erge la parete che è servita da storica palestra di roccia.
In anni recenti sono stati tracciati numerosi itinerari su varie placconate di fondovalle in Val Ferret. Le principali si trovano dopo l’abitato di Arnouva, sul lato destro orografico. Un primo gruppo, più verticale, si trova all’imboccatura del vallone del Triolet ed è raggiungibile seguendo il sentiero per il Rifugio Dalmazzi. Un secondo gruppo, costituito da placconate più appoggiate, si trova poco oltre e si raggiunge seguendo il sentiero per il Rifugio Elena e poi tarversando.
Sulle pareti intorno al Rifugio Dalmazzi è stato tracciato un gran numero di vie moderne, che si possono affrontare in tenuta da falesia. Altre ancora si incontrano al di sopra di Le Pavillon, stazione intermedia della Funivia del Monte Bianco.
Chi non intende fermarsi nemmeno in inverno e nei giorni pioggia può sbizzarrirsi sul muro di arrampicata allestito all’interno del Courmayeur Sport Center. Durante il periodo estivo istruttori di arrampicata organizzano corsi per adulti e bambini.

Avvicinamenti, rifugi e bivacchi

Il Rifugio Gonella, sulla via italiana al Monte Bianco.
Il Rifugio Gonella, sulla via italiana al Monte Bianco

La Skyway (Funivia del Monte Bianco) è sicuramente un mezzo molto pratico e veloce per salire in quota e avvicinarsi alle cime.
In ogni caso, sul versante italiano l’alpinista può contare come punti d’appoggio su un vasto sistema di rifugi e bivacchi. Alcuni si trovano in luoghi comodi e facilmente raggiungibili, alla portata di buoni escursionisti. Altri si trovano abbarbicati in posizioni ardite, su creste e speroni.
In Val Ferret sono in funzione 4 rifugi (Torino, Boccalatte, Dalmazzi ed Elena) e 5 bivacchi (Comino, Fiorio, Gervasutti, Canzio e Jachia), gli ultimi due in luoghi veramente impervi. In Val Veny si trovano 3 rifugi custoditi (Elisabetta, Gonella e Monzino), 2 rifugi incustoditi (Borelli e Quintino Sella) e 7 bivacchi (Alberico e Borgna, Brenva, Hess, Rainetto e gli arditi Craveri, Crippa e Lampugnani).

Società delle Guide Alpine di Courmayeur

La casa delle Guide di Courmayeur.
La casa delle Guide di Courmayeur

L’importanza di Courmayeur per l’alpinismo in tutte le sue forme è ben rappresentata dalla grande quantità di attività e servizi ad esso legati.
L’istituzione più importante e storica di Courmayeur è la Società delle Guide Alpine. Sorta nel 1850, è la seconda al mondo, dopo quella di Chamonix. Oggi è ospitata nell’edificio storico della Casa delle guide, dove ha sede anche il Museo Alpino Duca degli Abruzzi.
Le guide di Courmayeur sono il principale punto di riferimento per coloro che desiderano compiere salite in alta montagna in condizioni di sicurezza. Logicamente, la salita più richiesta è la cima del Monte Bianco, anche se, per la sua altezza, non è alla portata di tutti e richiede un’abitudine alla salita in alta quota. Itinerari comuni dal versante di Courmayeur sono la “normale italiana” dal Rifugio Gonella e lo sperone della Brenva. Altre ascensioni di grande richiamo sono la traversata da Punta Helbronner all’Aiguille du Midi, le salite alla Tour Ronde e al Dente del Gigante, la bella e difficile cresta di Rochefort, la via normale alle Grandes Jorasses, il Mont Dolent, l’Aiguille de Trélatéte, le arrampicate sulla Pyramide du Tacul e sulla Aiguille Croux.
Tra i suoi compiti, la Società delle Guide Alpine si occupa anche dell’addestramento all’arrampicata e della gestione del soccorso alpino. Negli ultimi anni, molti tra i suoi membri si sono specializzati anche in altre discipline di montagna, come l’addestramento al canyoning, all’uso della mountain bike e all’escursionismo di più giorni (Tour del Monte Bianco).

Attrezzatura: acquisto e noleggio

L’alpinismo richiede un’attrezzatura altamente specializzata, oltretutto in evoluzione continua. A Courmayeur è possibile trovare alcuni dei negozi più forniti di tutta Italia.
Acquistare l’attrezzatura può risultare troppo costoso per coloro che non praticano l’alpinismo con continuità. Come nel caso di altri sport, allora è però possibile ricorrere al noleggio. A Courmayeur e in diverse frazioni (Dolonne, La Palud) si trovano negozi specializzati, dove è possibile noleggiare tutta l’attrezzatura.
A Courmayeur è possibile trovare anche librerie specializzate nella vendita di carte geografiche, guide, riviste e ogni genere di pubblicazione sulla montagna e l’alpinismo.

L’Hotel Aigle costituisce un ottimo punto d’appoggio per l’alpinismo.
Molti degli itinerari più famosi iniziano da Punta Helbronner, stazione di arrivo della Skyway: Dente del Gigante, Grand Capucin, Mont Maudit, Mont Blanc du Tacul, molti itinerari per la vetta del Monte Bianco. La stazione di partenza è a Pontal, a meno di 1 km dall’Hotel.
Da La Palud parte anche l’autobus per la Val Ferret, luogo di partenza per affrontare giganti come le Grandes Jorasses e il Mont Dolent, o per divertirsi ad arrampicare sulle pareti di fondovalle. Nei pressi dell’Hotel ferma anche l’autobus di collegamento per la Val Veny, punto di partenza della via italiana al Monte Bianco e di tante vie famose nei valloni di Freney e Brouillard.
Naturalmente, il supporto fornito dall’Hotel non consiste solo nella vicinanza, ma anche nella ricerca di una guida alpina o nell’eventuale noleggio dell’attrezzatura.

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