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Catena del Monte Bianco:
1) Massiccio del Monte Bianco (Italia-Francia)

Il cuore del Monte Bianco è costituito da una massiccio enorme che s'innalza fino ai 4810 m della vetta del Monte Bianco e comprende due delle cime più famose dell'intero gruppo: il Mont Maudit e il Mont Blac du Tacul.
In questo punto la montagna si mostra in modo alquanto diverso sui due versanti. Sul versante francese la grande parete Nord si spalanca verso Chamonix, maestosa, ammantata di neve e ghiacci, ma non particolarmente scoscesa. Sul versante opposto la montagna si erge poderosa sopra Courmayeur, con i suoi contrafforti rocciosi. Un vero spettacolo di potenza.

Immagine provvisoria.

Immagine provvisoria.

In maniera molto schematica, il Monte Bianco presenta la forma di una larga piramide con tre lati (Nord, Sud-Ovest e Sud-Est) e tre creste principali (Nord-Ovest, Nord-Est, Sud).

La cresta Nord-Ovest, Cote du Gouter, digrada dolcemente formando vari risalti (Dome du Gouter, Aiguille du Gouter). Alcune creste minori si staccano sul versante italiano, formando valloni glaciali che scendono verso il ghiacciaio del Miage. Una cresta più evidente si stacca verso Ovest, si congiunge all'Aiguille du Bionnassay e prosegue nella catena sud-occidentale (vedi 2).
La cresta Nord-Est discende fino al Col de la Brenva e prosegue a formare gli altri due giganti: il Mont Maudit (4468 m) e il Mont Blac du Tacul (4248 m). Quest'ultimo gode di una particolare fama alpinistica per i suoi pilastri, i canaloni, ma soprattutto i celebri torrioni granitici che lo circondano: il Grand Capucin, il Petit Capucin, la Pyramide, il Pic Adolphe Rey, l'Aiguille du Diable.
Queste due creste delimitano la grande parete Nord. Guardandola da Chamonix, il manto glaciale scende dalla calotta sommitale formando seraccate, ondulazioni, pianori (Grand Plateau) e creste arrotondate (Les Petit Montées, Le Grandes Montées). Verso valle forma una cresta più pronunciata (Grands Mulets) che separa i ghiacciai di Taconnaz e Bossons. Su suoi pendii si snodano alcuni degli itinerari più comuni per salire alla vetta, tra cui quello storico del 1786 di Michel Paccard e Jacques Balmat.

Mappa del settore in preparazione.

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I punti d'appoggio più importanti di questo versante sono: il Refuge de Tete Rousse (3167 m), il Refuge de L'Aiguille du Gouter (3800 m), il Refuge des Grands Mulets (3051 m), il Refuge des Cosmiques (3613 m) e l'ardito Refuge Vallots (4362 m). Ad essi si accede, a seconda dei casi, da Les Huches o da Chamonix, usufruendo talvolta di impianti di risalita (Funivia di Bellevue, Tramway du Mont Blanc). Al Refuge des Cosmiques si sale con la Funivia del Monte Bianco, fino all'Aiguille du Midi.

Immagine provvisoria n.2.

Immagine provvisoria n.2.

La cresta Sud si spinge in territorio italiano a formare il colle più alto d'Europa, per poi innalzarsi nel Monte Bianco di Courmayeur (4748 m). Quest'ultimo, con le sue creste, crea la varietà di scorci del versante Sud.
Verso Sud-Ovest scende la cresta del Brouillard, rocciosa e compatta, che verso Ovest guarda sul vallone del Miage (vedi 2). Nel suo profilo compatto si delineano solo alcune cime poco evidenti: il Picco Luigi Amedeo (4470 m) e il Mont Bouillard. Verso Sud-Est scende la cresta di Peutérey, giustamente la più celebre di tutto il gruppo del Bianco. Il suo profilo seghettato e pittoresco è disegnato da guglie aguzze, separate da profonde incisioni: Pilier d'Angle (4470 m), Aiguilles Blanches du Peutérey (4107 m), Aiguille Noire du Peutérey (3772 m). Tra le due creste la massa rocciosa del Monte Bianco si erge verticale per circa 700 m, sorretta da poderosi pilastri rocciosi, teatro di famose gesta e tragedie dell'alpinismo. Alla base di questa muraglia, tra le creste di Brouillard e di Peutérey, scende la cresta dell'Innominata, meno evidente delle altre. Le tre creste formano due sperduti valloni glaciali: Brouillard e Freney.
La cresta di Peutérey verso Nord-Est guarda a picco sull'enorme vallone del ghiacciaio della Brenva. L'anfiteatro glaciale è chiuso dai contrafforti del Monte Bianco e del Mont Maudit. Il ghiacciaio scende a valle lambendo la base della cresta di Peutérey e giunge fino a Entreves, con una lingua completamente separata dal resto a causa del surriscaldamento globale.

Immagine provvisoria n.3.

Immagine provvisoria n.3.

I punti d'appoggio più importanti di questo versante sono: il Rifugio Gonella (3071 m), il Bivacco Quintino Sella (3371 m), il Rifugio Monzino (2580 m), i bivacchi Borelli (2325 m) e Craveri (3490 m), sulla cresta di Peutérey, e i remoti bivacchi Crippa (3840 m) e Lampugnani (3850 m), sulla cresta dell'Innominata. Per tutti l'accesso avviene dalla Val Veny.

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